Stromboli del 1800

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Stromboli come la vide Luigi Salvatore D'Austria , figlio di Leopoldo II° Granduca di Toscana, nato a Firenze nel 1847 e morto Brandes nel 1915

(Italian language text) 

Luigi Salvatore D'Austria

Luigi Salvatore D'Austria, abbandonò la corte di Vienna, dopo aver tentato inutilmente, di riordinare l'Impero d'Austria su basi moderne trasformandolo in una confederazione di stati. Luigi Salvatore si ritirò pertanto a Maiorca dove nel 1872, adattò un antico convento a sua dimora, che chiamò El Miramar. Geografo oltre che geologo, disegnatore impareggiabile e linguista, conosceva molte lingue antiche e moderne, compreso l'arabo, prese a scorrazzare per mari ed oceani, preferendo vivere a bordo della sua Nixe, più che altrove, in comunione col suo equipaggio. Nel 1876 compì il giro del mondo. A Maiorca lo troviamo spesso e da quì, sempre con la sua Nixe, salpava puntualmente verso le isole del Mediterraneo e in special modo verso le Eolie, alle quali era solito recarsi come ad un santuario. Nel 1893 la Nixe naufragò a Kap Caxine. Egli la sostituì con la Nixe II e continuò le sue esplorazioni.

La Nixe I                            La Nixe II

 

Le notizie e le immagini riportate sono tratte dal libro Le Isole Lipari settimo volume Stromboli, stampato e pubblicato nel 1896 a Praga da Heinr. Mercy., riproduzione litografica dall'originale con traduzione in italiano a cura di Pino Paino Lipari 1978. Il libro si trova in vendita presso il negozio La Nave in Piazza a Stromboli.

 

Stromboli da Est

 

San Vincienzu

Stromboli da Est

Stromboli, il vulcano perennemente in eruzione che quasi un faro acceso dalla natura, guida le comunicazioni internazionali sulla rotta di Messina, è sicuramente la più interessante isola del gruppo; ha una superficie di 12 kmq. e 6323 are. E' formata da un'unico cono, alto 926,24 m e presenta a nordest i pendii inferiori più pianeggianti. 

San Vincienzu

Il suolo è costituito da varie qualità di lava piuttosto compatta ed è prevalentemente composto di augite, andesite e basalto plagioclasio, scorie di color ruggine, ricche di augite e basalto con cristalli appariscenti di augite nera, scorie nerastre porose, simil-basalto di augite andesite, talvolta di denso gesso bianco rossastro, di minerali biancastri, completamente decomposti, come spoto calcareo e, in abbondanza, di tufo e di cenere vulcanica o Rapiddu.

Un interno a Stromboli

Prevalentemente interessata dalla coltura della vite e del tutto glabra nella zona del Vulcano, Stromboli offre di conseguenza, ben poca vegetazione spontanea. 

Da San Vincienzu verso la Petra di Struognuli

Sono rappresentate diverse qualità di ginestre, in particolare lo Spartium Junceum, da cui prende nome Ginostra, il più modesto degli abitati. 

Da sopra lo Scariu Balurdu

A Stromboli si notano molte costruzioni nuove; infatti le case non si affittano, ma chi si sposa se ne costruisce una nuova. Spesso le case dei figli sono vicino o addirittura confinano con quelle dei genitori, simili ai germogli dell'agave fiorente. Sono costruite tutte con i soldi guadagnati faticosamente sul mare, perché gli strombolani sono tutti uomini di mare e costituiscono non solo gli equipaggi delle sessantacinque navi a vela dell'isola, ma anche di altre navi italiane. Contadini di Lipari, di Filicudi e della Calabria, lavorano quì la terra alla quale i figli delle onde non trovano il tempo di dedicarsi. 

Il Semaforo della Brunzu

Ginostra

Il Semaforo della Brunzu

Attraverso il letto di un modesto torrente che scende giù dalla montagna e che alla pari degli altri è chiamato Carruggiu, si incontra a sinistra un sentiero, in direzione dei vigneti. Un agevole viadotto con quindici pilastri e sbarre doppie di ferro, porta al Semaforo che fu costruito sulla Punta da Brunzu nel 1889, all'altezza di 80 m, proprio dove i burroni si levano a picco sul mare. Davanti si apre una terrazza sulla quale è collocata l'antenna di riferimento delle tempeste, con segnalazioni a palloni per il giorno e a luci per la notte. La segnalazione dura ventiquattro ore, dopo di che finisce, anche se continua la tempesta. L'edificio del Semaforo, con una porta e due finestre per ogni lato è bianco orlato di nero; difatti gli angoli, i bozzati e lo zoccolo sono segnati col Blak, come si usa fare con le catene delle ancore. 


Ginostra

Le modeste casette di Ginostra (Inostra), cinquanta circa, in tutto, hanno l'Astricu cun i Pulera; i Bisola a giro, sempre in muratura, e al posto della Loggia, fasci di Cannizzuoli allargati. 

Una casa a Ginostra

Ginostra, a cui si arriva solo dal mare, è una località eccezionalmente quieta, un angolo benedetto, dove s'ode di continuo l'allegro cinguettio degli uccelli.

 
 

Gli Scarii di Menziuornu

Sulla spiaggia della Lena

Gli Scarii di Menziuornu

Lo scalo principale di Stromboli è costituito dagli Scarii di Menziuornu, chiamati anche Praia di Petrazzi, che formano un vero e proprio porto, dominato dalla chiesa di San Vicienzu. Qui vengono tirate a secco le barche degli Strombolani, tra le quali alcune di notevoli proporzioni, Marticane, e perfino piccole golette (skuner), che sono adagiate come su un letto in un profondo solco, con la poppa verso terra. Esse vengono tirate a secco nei posti più alti per mezzo di verricelli, ma non si può dire che stiano proprio al sicuro quando imperversano le mareggiate. 


Sulla spiaggia della Lena

Sul promontorio dietro gli Scarii di Menziuornu si trova una palma. Sulla Praia di Scarii i Menziuornu, verso la sinuosa Punta da Lena, s'incontrano case diroccate che pochi anni or sono furono spazzate via da una mareggiata proveniente da est nordest, e delle quali avanzano solo pochi resti.

La Forgia Vecchia con la Rina Ranni

e poi la terza vallata, detta Rina Ranni, che con i suoi grigi precipizi, arriva al mare, fin dove la Sciara da Forgia Vecchia forma l'omonima Praia, cosparsa di fini e di Cannizzuli. 

Punta i L'Uomu

Scogli neri e spugnosi, sporgenti dalle rocce rossastre e scoriose che guardano in basso, sovrastando la Cappedduzza dell'Addulurata, davanti alla quale sorgono alcune scogliere, formano la rocciosa Punta i l'Uomu (vedi illustrazione con Panaria sullo sfondo) sulla quale si erge una piramide imbiancata. 

U Purtusu, Scariu da Inostra

E' quì che protetto da scogliere sporgenti, si trova l'approdo del Purtusu, dove si tirano a secco le barche, sugli Scarii tra le rocce, e da dove s'inerpica un sentiero ripido e impervio che sale a Ginostra. Si gode una superba vista su Panaria e le isole (vedi illustrazione). Esiste anche un'altro approdo, ma più difficoltoso.

Piscità

Lungo la riva si trova lo Scariu di Piscità con alcune barche tirate a secco, che si estende fin sotto la Brunzu, dove il mare, di recente, trasportando il Rapiddu eruttato dal vulcano, ha creato una spiaggia, mai esistita prima. Si vedono le case di Piscità imbiancate solo in parte, dietro le quali, al di sopra dei superbi vigneti, s'innalza la chiesa di San Vartulumeu, ancora in costruzione; i due pendii cuneiformi, coltivati ad ulivi e costituiti da lava nera, contrastano fortemente con  la Punta di Piscità che risalta vieppiù, imbiancata dalle onde spumeggianti.

Scariu Balurdu

Alcuni di questi scogli neri sui quali si adagiano le bianche casette del piccolo abitato, rassomigliano ad enormi scorie e formano una alternanza di scogliere sporgenti e di insenature, fino allo Scariu Balurdu, che con la sua spiaggetta, fa ancora parte della Contrada di Piscità; una volta esistevano quì soltanto rocce, perché la sabbia si è andata accumulando nel tempo per effetto delle eruzioni del vulcano (vedi nostra illustrazione)

Scariu da Fica Ranni

.... poi, a ridosso di una spiaggia rocciosa, si estende il lungomare ghiaioso di Fica Ranni. Questo Scariu, un pò meno protetto degli Scarii di Menziuornu, offre meno riparo a grosse imbarcazioni  e Marticane, tirate a secco.

San Vicienzu e San Vartulumeu

 

La Petra di Struognuli com'era una volta

San Vicienzu e San Vartulumeu

Dietro la Fica Ranni appaiono già la Chiesa di San Vincienzu e i pendii della Muntagna, coltivati a splendidi vigneti.


La Petra di Struognuli com'era una volta

Di fronte alla Punta da Lena, a 1550 m circa di distanza, sorge la Petra di Struognuli o Strombolicchio (Struognulicchiu); tra questi due punti, si trova l'unico posto di ancoraggio con fondo sabbioso. E' importante però ubicarlo, se si vogliono salvare le ancore, perché il fondo, verso sud, precipita all'improvviso sulle rocce, dalle quali non è facile disincagliare. Naturalmente questo è un posto d'ancoraggio molto scoperto e praticabile solo d'estate, col bel tempo. Si nutre il vago desiderio di costruire un Molo che dovrebbe riparare dai venti del nord e di nordest. Ma chi volete che si preoccupi di una tale spesa, quando esistono vicini e ben protetti ancoraggi come quelli di Panaria e del Pignataru di Lipari ?

Lo Strombolicchio di Sopra

Stromboli visto da Strombolicchio

Lo Strombolicchio di Sopra

Lo Strombolicchio, un isolotto modesto, ma alto 57 m, il cui lato nord è riprodotto nella nostra illustrazione, costituisce un punto di riferimento determinato trigonometricamente, posto a 38° 48' 57'' di latitudine nord e a 0° 16' 05'' di longitudine ovest da Monte Mario. Esso assume a levante una forma triangolare, mentre ai due lati, sembra costituito da roccia impastata.


Stromboli visto da Strombolicchio

Il colore è generalmente rossiccio, salvo che sul versante nordovest, dove la roccia, aspra e ripida, sfuma nel grigio. In passato si era rivelato sempre arduo arrampicarsi su questo scoglio; solo un marinaio aveva tentato l'impresa, al tempo dei rilevamenti francesi, ed era riuscito, con l'aiuto di un cavo, a collocarvi sopra un segnale, dopo aver scalato la parete di nordovest.

La Scala du Faru sulla Petra di Struognuli

Ora, nell'intento di erigere un faro di seconda classe, che dovrebbe orientare la navigazione tra Stromboli e la costa calabra, si è provveduto a spianare la cresta dello Strombolicchio ed è stata costruita, nell'estremità nordovest, una ripida scala che, dal mare, conduce alla sommità della roccia. Si è lavorato a lungo, ma l'opera è rimasta incompiuta per mancanza di fondi. La scala conta centocinquantadue gradini. I primi, intagliati nella roccia, sono lambiti dal mare, tanto che si può accedere solo quando è tranquillo; mentre quelli più alti sono stati costruiti. ..... Sulle alture dello Strombolicchio strisciano lucertole nerastre che si nascondono nelle crepe o tra gli arbusti delle poche piante che vi crescono.

 
 

Stromboli di notte dal versante della Sciara del Fuoco

Volti Eoliani

Stromboli di notte dal versante della Sciara del Fuoco

Il 13 luglio 1896, alle quattro del pomeriggio, vi fu un'eruzione particolarmente violenta. Per circa mezz'ora, permase una colonna di fumo alta 300 metri. Specialmente verso i Chiappi Lisci, furono danneggiati vigneti, fichi e ulivi e si svilupparono incendi tra le macchie.

Andare in barca ad assistere a questi giochi pirotecnici della natura è, particolarmente d'estate, un vero divertimento. Se il tempo è bello le eruzioni sono più rare e talvolta bisogna attendere anche una buona mezz'ora. Se invece minaccia vento da sudest o sudovest e le onde lunghe e rigonfie che spesso precedono il vento, si infrangono ai piedi del vulcano, allora le eruzioni sono frequenti e intense e si può osservare un mare di fuoco che cola ai fianchi della montagna. E' un vero spettacolo stare a guardare le pietre infuocate che per lo più attraverso tre calate principali, rotolano giù dal pendio di Rupiddu e che con salti imponenti, si tuffano finalmente in mare, lasciandosi dietro innumerevoli scie di fuoco. L'immensa Sciara è composta da strati tufosi leggermente sporgenti ed ha al centro lo Scattiatu. Verso la Brunzu, in prossimità del mare, vi è una roccia chiamata A Vutti, a cui seguono i Cannicieddi. Un pò più avanti della Brunzu, la pericolosa Sicca di Scuogghittu.

 

Cartina di Struognuli


Il nome Stromboli

L'isola derivò il suo nome da " Trottola ", come venne anticamente chiamata dai Greci,  per la sua forma arrotondata molto simile alla trottola. I romani, con Plinio, la ricordarono come Strongyle. Nella toponomastica italiana essa è chiamata Stromboli, mentre in quella vernacolare, ancora legata alla parlata greca, l'unico toponimo ricorrente rimane inequivocabilmente Struognuli e Strugnulari sono detti i suoi abitanti.

Pagina realizzata nel 2005

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