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La politica del diving per la difesa dell'ambiente |
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Questo cartello primeggia sulla bacheca del diving
Non volendo annoiare il lettore con frasi fatte e dichiarazioni d'intenti, che molto spesso rimangono tali, entriamo subito in argomento e diciamo concretamente cosa fa il diving per la protezione dell'ambiente marino di Stromboli. Una sola premessa è necessaria. Il mare nell'ultimo secolo è stato saccheggiato al di la di ogni capacità rigenerativa, è stato utilizzato come pattumiera, con la stupida convinzione che " occhio non vede, cuore non duole ". Siamo convinti che certe forme di prelievo di organismi marini, non necessarie per il sostentamento delle popolazioni rivierasche, sono al di fuori di ogni logica e continuano a procurare rilevanti danni. In questi anni abbiamo collaborato attivamente e disinteressatamente con alcune associazioni ambientaliste legate al mare ed alla subacquea, abbiamo chiuso ogni forma di rapporto disgustati dal comportamento di questi " ambientalisti di professione ". Riteniamo che la costituzione del " Parco Marino delle Isole Eolie " rinviato da tutte le amministrazioni locali degli ultimi anni, pur potendoci causare dei problemi per le limitazioni che comporterebbe, potrebbe salvaguardare in modo determinante l'ambiente marino Eoliano. Fine della premessa. Cosa facciamo quindi per salvaguardare l'ancora meraviglioso mare stromboliano ? 1) Non carichiamo e non noleggiamo bombole a sconosciuti. Ancora vi sono persone che vanno a pescare con le bombole, contravvenendo alla vigente normativa, che prevede la denuncia, il sequestro dell'attrezzatura ed una forte multa. 2) In qualità di " Guardiani Ecologici " del Comune di Lipari, svolgiamo un'opera di controllo, informando le autorità competenti, Guardia Costiera, Carabinieri, in caso di danni all'ambiente. 3) Non usciamo in barca con più di sei subacquei per volta. Il basso numero di sub, oltre a migliorare la qualità dell'immersione, anche sotto il profilo della sicurezza, permette un miglior controllo dell'assetto. 4) Non permettiamo che durante le immersioni e i corsi si asportino organismi marini, anche morti. Tutto è utile all'ecosistema, anche una conchiglia morta, che può fare da nuova casa ad un paguro. 5) Durante i corsi cerchiamo di dare agli allievi una formazione ecologista, oltre che subacquea. |
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In Fondo al Mar (campagna di pulizia dei fondali marini) Ministeri dell'Ambiente e delle Politiche Agricole |
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brano sottostante è stato pubblicato nel numero di maggio 2002 della
rivista Il Subacqueo
(Alla pagina Foto di Stromboli, immagini dell'operazione) Recuperati otto elefanti dal Diving Club la Sirenetta di Stromboli Otto elefanti recuperati dai fondali delle Isole Eolie. La notizia ha fatto il giro del mondo. Ma non era proprio così. Dai porti delle Isole Eolie i subacquei del Diving Club La Sirenetta di Stromboli hanno recuperato trenta tonnellate di materiale, pari a…………… otto elefanti. L'operazione " IN FONDO AL MAR " dei Ministeri dell'Ambiente e delle Politiche Agricole ha visto, in otto località diverse della penisola, l'intervento d'altrettanti gruppi di subacquei che in decine e decine di giornate di lavoro hanno tolto dal mare centotre tonnellate di rifiuti, di cui trenta solo alle Eolie. E' stato per noi del Diving Club La Sirenetta un grosso impegno. Trentuno le immersioni, con più di dieci sub per ogni immersione. Tutte svolte nei mesi di novembre e dicembre 2001. Un grazie particolare per la collaborazione prestata va ad Alberto Serravalle, Chiara Peroni, Nicola Panetta, Aldo Favaloro, Nino Zaccone, Fabio Maurotto, Marina Sciabà, Renato Galipò. L'obiettivo era di svolgere un'attività utile all'ambiente. L'obiettivo è stato raggiunto. Come per la storia della pulizia dello Strombolicchio, che penso valga la pena di raccontare. Lo Strombolicchio è uno scoglio vulcanico, che viene fuori dal mare, a circa un miglio ad est di Stromboli. Sullo Strombolicchio fu costruito, prima della 2° guerra un faro, oggi automatico. Per realizzare l'opera si dovette tagliare la parte alta dello scoglio, abbassandolo di un bel po’ di metri. Nell'estate del 2000 per i lavori di manutenzione alla scala d'accesso al faro, fu incaricata un'impresa, che portò quanto necessario per i lavori, con delle barche. Il materiale fu ammucchiato lungo la scalinata e cominciarono. Nella prima decade di luglio una forte mareggiata di maestro rovesciò in mare tutto quanto. Decine e decine di sacchi di cemento, di sabbia, tutti i vecchi ferri pieni del passamano della scalinata, ed altro ancora. Il materiale giaceva dai venti ai trentacinque metri di profondità. Pur essendo materiale inerte, non doveva essere lasciato in mare. Contattai quindi l'impresa offrendo la collaborazione gratuita del Diving per i lavori di recupero. La risposta fu che a fine lavori di rifacimento della scala si sarebbe provveduto. I lavori terminarono, gli operai partirono, e tutto il materiale rimase sul fondo. In effetti, non tutto quello che era precipitato, in quanto più volte io ed i miei collaboratori ci recammo sul posto e via via recuperammo tutti i sacchi di iuta sintetica bianca che contenevano la sabbia. Squarciando il sacco e prelevando solo l'involucro. Ne portammo a terra circa una quarantina. Per quelli di cemento, che ovviamente si era solidificato era necessaria una barca grande con un paranco per il sollevamento. Visto che l'inquinamento ambientale è un reato penale e visto che l'impresa se n'era lavata le mani mi recai dal maresciallo dei Carabinieri di Stromboli e feci regolare denuncia. Fui poi chiamato dai Carabinieri di Messina, su richiesta del magistrato per ulteriori dettagli. L'inchiesta penale era partita. L'estate 2001 passò senza novità per il cemento ed i ferri sotto lo Strombolicchio. In autunno, con il cader delle foglie, ecco arrivare la proposta di " In Fondo al Mar " e la nostra richiesta di aggiungere lo Strombolicchio agli altri siti da ripulire. Nei primi giorni di novembre parte la campagna e parte dallo Strombolicchio. In cinque immersioni con profondità intorno ai trenta/trentacinque metri si libera dai rifiuti tutto il fondale, recuperando anche altro materiale più vecchio. Durante questa parte della campagna per documentare l'operazione svolta il Dott. Gregorio Costa, esperto operatore video subacqueo e d'informatica, girò un video riprendendo tutte le fasi salienti. D'ambiente se ne fa un gran parlare ma poi molto spesso sono pochi quelli che traducono i fatti in azioni concrete, che vogliono compromettersi ed affrontare i problemi che derivano da una difesa coerente del bene comune. Noi del Diving La Sirenetta non noleggiamo e non carichiamo bombole agli esterni. Il motivo è semplice, a scapito dei nostri interessi, non permettere a pescatori " di frodo " di poter danneggiare l'ambiente subacqueo strombolano. Malauguratamente sull'isola c'è, come sempre, chi senza scrupoli carica bombole a questo e a quello senza neanche curarsi di controllare la scadenza delle stesse. La coscienza ambientale ed il rispetto della vita di tutte le creature non è certo un patrimonio di tutti, anche se progressivamente sono sempre di più le persone, che raggiungono questo grado di civiltà e consapevolezza. Per maggio è in programma una giornata di pulizia dei fondali a Ginostra, tutta a nostro carico. C'è chi si diverte a sporcare, bè c'è anche chi si diverte a ripulire. Arrivederci a presto. Vi aspettiamo a Stromboli al Diving Club La Sirenetta per continuare, anche con voi, le nostre battaglie per un mare sempre più pulito e sempre più da rispettare. In fondo al mar – Campagna per la pulizia dei fondali mariniRelazione finale al 10 dicembre 2001A conclusione della " Campagna per la pulizia dei fondali marini "delle isole Eolie, desideriamo comunicare brevemente, una serie di dati sul lavoro svolto e alcune considerazioni personali. · LE IMMERSIONI: Venti le immersioni effettuate, trentuno se consideriamo il numero totale delle immersioni nelle varie località. Diverse le condizioni meteo-marine. Abbiamo operato con mare calmo e sole, con mare mosso e pioggia, negli ultimi giorni con un freddo vento di tramontana. TABELLA RIASSUNTIVA IMMERSIONI
Di seguito indichiamo i siti dove sono stati concentrati gli interventi di bonifica. Si evince che sia Lipari Porto Pignataro sia Stromboli Strombolicchio, hanno richiesto un numero maggiore d'interventi. Strombolicchio è stato interamente bonificato, mentre Porto Pignataro, per la sua dimensione, per la quantità e la tipologia dei rifiuti, richiede, per una bonifica integrale, un intervento diverso e con mezzi meccanici adeguati.
Indichiamo quanti interventi sono stati compiuti nelle varie isole.
In maggioranza ferroso, dai tubi, ai motorini, ai carrelli dei supermercati, cucine, passerelle per imbarco, pezzi d'autovetture, lamiere. Poche le batterie, per fortuna. Molti i pneumatici. In alcuni porti reti, lenze e vecchie cime. Solo a Strombolicchio i "famosi" sacchi di cemento.
Eccezionale è l'unico aggettivo per descrivere l'apporto delle cooperative dei pescatori delle Isole Eolie. Magnificamente coordinati dalla Dott.ssa Ersilia Paino e da Antonio Gugliotta. Il loro lavoro è stato al di sopra d'ogni attesa. La loro disponibilità è stata ampia. In tutte le condizioni climatiche, a forza di braccia, hanno recuperato e issato su barche e moli l'enorme quantità di materiale recuperato. Ottimi i rapporti interpersonali che si sono creati tra la marineria delle Eolie ed i subacquei.
E' stato girato un video durante l'operazione svoltasi a Strombolicchio. Prima e dopo la bonifica. Sono state scattate un centinaio di fotografie sia subacquee sia in superficie e di queste sono state scelte una sessantina, le più interessanti. Questo materiale sarà consegnato nei prossimi giorni, a Luigi Migliore, coordinatore dell'operazione. Una copia del video è stata data alla Dott.ssa Paino per farla trasmettere sulle emittenti locali. Un'altra copia sarà consegnata a Pippo Ruggeri di Legambiente Tirreno per scopi promozionali. Stiamo preparando un redazionale che uscirà sul numero di febbraio della rivista Il Subacqueo. Maggiore testata del settore subacqueo in Italia. Personalmente devo dire, con piacere, che è stata una bellissima esperienza, anche se a volte un po’ faticosa. Se avessimo avuto, come diving, più tempo per la preparazione, siamo stati contattati e informati nel dettaglio, a metà ottobre. E se si fosse potuto operare in un periodo precedente, settembre/ottobre, tutto il lavoro si sarebbe svolto in migliori condizioni, anche climatiche, e con un maggiore numero di subacquei a disposizione. Daniele Dallago Messina 10/12/2001 LE DIFFICOLTA' RISCONTRATE DURANTEL'OPERAZIONE " IN FONDO AL MAR "ISOLE EOLIEI lavori subacquei sono notoriamente attività potenzialmente pericolose e faticose. Era quindi indispensabile poter disporre di personale specializzato e addestrato allo scopo. Così è stato. Nella fattispecie le maggiori difficoltà riscontrate durante la raccolta e il recupero delle trenta tonnellate di rifiuti sono state : 1. La stagione invernale con acqua fredda, e temperatura esterna molto fredda. Spesso si è operato sotto la pioggia e con mare mosso, fin dentro i porti. 2. La profondità operativa dei recuperi di Strombolicchio, dove si è dovuto operare intorno ai 30 mt. con punte di 35. Questo ha comportato tempi ristretti, decompressione, e maggiore fatica, data la profondità. 3. La dimensione ed il peso di alcuni dei materiali recuperati, ha imposto l'uso di palloni di sollevamento, che a volte sotto il peso hanno ceduto. I palloni sono certamente un ottimo mezzo per strappare dal fondo i materiali, ma sono estremamente pericolosi, in quanto una volta partiti, sono difficilmente controllabili, e più il recupero è pesante, più è necessario forzare e caricare il pallone, aumentando la forza di sollevamento ed ovviamente la potenza. 4. Operare nei porti, che sono attivi, comporta trovarsi a volta sotto o accanto a pescherecci, navi, aliscafi ed altri mezzi galleggianti. Pur prendendo tutte le cautele del caso, pur segnalando la presenza dei sub, pur operando nei tempi di minor traffico possibile, rimane sempre la difficoltà, anche psicologica, di sentire girare motori e di vedere eliche in movimento. 5. La visibilità di alcuni porti è stata molto limitata, in quanto qualsiasi movimento sul fondo, faceva sollevare il così detto " lippo " che è una fanghiglia molto fastidiosa, e che riduce la visibilità, a volte, a pochi centimetri. Tutto questo non ha impedito di operare con una grande determinazione e una notevole voglia di fare, per poter realizzare un'operazione di fondali puliti, come mai se ne ricordava. I mezzi a disposizione, specialmente le barche delle Cooperative Legapesca, sono state fondamentali e di grandissimo aiuto, barche che venivano manovrate da pescatori, che hanno dato il meglio, in ogni situazione, anche in quelle più difficoltose, tipo mare mosso, pioggia, ecc. Il mare ha bisogno di essere aiutato, e ci saranno sempre delle persone di buona volontà disposte a sacrificarsi, per……aiutare questo mondo marino così meraviglioso. Daniele Dallago Responsabile del Diving Club La Sirenetta di Stromboli
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