Area Marina Protetta delle Isole Eolie

HOME

Argomenti


La Storia Infinita

Aspetti Istituzionali e Giuridici

Aree Marine Protette, vincolo o risorsa ?

 

La Storia Infinita

 

La legge 979 del 1982, ho scritto bene 1982, venticinque anni fa, stabiliva all'art.31 un gruppo di 20 aree da sottoporre a tutela. Quella delle Isole Eolie era tra queste ed è ancora in attesa del completamento del processo istitutivo.

Nelle aule dei tribunali è scritto " LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI ". 

Ma allora perché chi non applica una legge dello stato approvata dal parlamento italiano, che è sovrano in quanto i suoi membri sono eletti dal popolo, non viene perseguito ???

Quanti sindaci si sono succeduti al comune di Lipari, quanti presidenti alla provincia regionale di Messina e quanti governatori alla regione Sicilia, quanti assessori all'ambiente della regione. 

Tantissimi in VENTICINQUE ANNI, nessuno ha fatto mai niente. 

La Sicilia è una terra strana, è stata la prima regione ad avere nel 1986, con Ustica (Palermo), la prima Riserva Marina in Italia, unitamente a Miramare (Trieste). Profondo sud ed estremo nord.

Altre Aree Marine Protette, in Sicilia, sono state istituite negli anni successivi con un iter molto più veloce. Per quella delle Isole Eolie invece è tutto fermo da tantissimi anni.

L'Unesco, anni fa, le ha riconosciute tra i siti " Patrimonio dell'Umanità ".

Queste sette isole immerse nel blu del mar Tirreno, hanno più di un titolo per meritare questa " promozione ".

Questi paesaggi di origine vulcanica sono sorti dal mare oltre 700.000 anni fa e la storia della loro formazione continua ancora oggi.

Tra le sette isole figurano Vulcano, che ha dato il none a tutti i vulcani del mondo, e Stromboli, la cui continua attività eruttiva, da anch'essa nome al fenomeno, ovunque al mondo esso si manifesti. Attività Strombolana.

Aree Marine Protette istituite nell'estate 2004, nel 2005 se ne sono aggiunte altre tre, due in Campania e una in Sicilia.

 

Aspetti Istituzionali e Giuridici

Il sistema delle Aree Marine Protette si basa su di un ampio ed articolato insieme di leggi e di decreti che, attraverso gli anni, hanno portato a creare questo complesso di rilevante interesse ambientale.

In Italia al 2005, vi sono 52 aree da sottoporre a regimi di salvaguardia.

Il procedimento istitutivo prevede che venga prima effettuata un'analisi conoscitiva, con studi rivolti a delineare la proposta della futura AMP, nel contesto delle realtà socio-economiche e naturalistiche dell'area stessa. Il Centro di Ricerche Ambiente Marino dell'ENEA è impegnato nel coordinamento delle indagini ambientali delle aree interessate all'iter d'istituzione. Il centro si trova a Lerici (Liguria).

Prima di arrivare al Decreto Ministeriale d'istituzione vengono sentiti la Regione e gli Enti Locali interessati. 

Non per quanto riguarda la Sicilia che è una Regione a Statuto Speciale.

Di particolare importanza la definizione di perimetrazione dell'area marina protetta, così come la determinazione delle diverse Zone e delle attività che sono soggette a limitazioni o divieti.

In generale la superficie delle aree marine protette è suddivisa in tre zone, dette A, B, C. Sebbene ogni AMP abbia le proprie regole, e queste possono differire nel vietare, limitare, regolare o autorizzare alcune specifiche attività, vi sono dei criteri generali a cui i legislatori si sono attenuti.


ZONA A - RISERVA INTEGRALE

è interdetta alle attività che, anche solo potenzialmente, sono in grado di arrecare danno all'ambiente marino. Si tratta di superfici molto ridotte, mediamente il 3% dell'intera superficie, e concentrate intorno ai punti di maggior pregio dove, in genere sono consentite esclusivamente le attività di ricerca scientifica e le attività di soccorso o di servizio.

ZONA B - RISERVA GENERALE

consente di svolgere, abitualmente con alcune limitazioni o con richieste di specifiche autorizzazioni, gran parte delle attività che hanno un impatto ridotto, pur consentendo una certa fruibilità. Tra gli altri scopi, le zone B servono anche da cuscinetto intorno alla zona di riserva integrale, in modo da assicurare un'adeguata fascia di protezione e da consentire quella necessaria gradualità.

ZONA C - RISERVA PARZIALE

rappresenta essenzialmente un collegamento tra il mondo esterno ed i settori più pregiati dell'AMP. In generale nelle zone C le attività sono consentite con una maggiore liberalità, pur consentendo di evitare eccessivi impatti ambientali. Abitualmente possiedono un'estensione piuttosto ampia, tale da coprire gran parte delle superficie dell'AMP.


La gestione delle AMP viene affidata ad enti pubblici, istituzioni scientifiche o ambientaliste, o eventualmente a consorzi formati ad hoc tra tale entità. Nella maggior parte di casi si tratta di Enti Locali, comuni o consorzi tra comuni, eventualmente in associazione con università o associazioni ambientaliste. Vi sono altri casi in cui l'Ente Gestore è la Capitaneria di Porto, o il Parco Nazionale a cui è affidata la parte terrestre-costiera dell'AMP.

L'Ente Gestore è comunque affiancato dalla Commissione di Riserva, e provvede all'emissione del regolamento di esecuzione del decreto istitutivo e dell'organizzazione della riserva.

 

Aree Marine Protette, vincolo o risorsa ?

Il sistema delle Aree Marine Protette italiane rappresenta ormai una realtà importante. Si tratta di un complesso di oltre 190.000 ettari di superficie marina e circa 600 km. di costa,che rappresentano il 7% dell'intero sviluppo costiero nazionale.

Le Aree Marine Protette racchiudono bellezze ambientali di grande importanza, acque cristalline, fondali incontaminati, tesori naturalistici, rarità biologiche.

Il sistema di norme che regolano l'attività delle AMP consente di usufruire di queste bellezze in modo da tutelare l'ambiente e da proteggere un ecosistema che, proprio per la sua particolare bellezza, è ormai spesso a rischio.

Troppe volte lo sfruttamento intensivo delle bellezze naturali ha portato a rischiare di " uccidere la gallina dalle uova d'oro ". Le regole delle AMP prevedono l'istituzione di zone con diverso grado di tutela, in modo da preservare quei fattori di particolare pregio e di maggiore vulnerabilità, consentendo invece la fruibilità, anch'essa in modo graduale, delle altre risorse, attraverso attività che comunque abbiano un impatto limitato sull'ecosistema.

Per il corretto funzionamento delle AMP è necessario che tutte le diverse categorie professionali e le molteplici realtà territoriali siano coinvolte, traendone benefici e contribuendo a creare un valore aggiunto rispetto alla semplice bellezza del territorio marino che, dono della natura, è giunto fino a noi attraverso i millenni, senza eccessivi degradi, pur se spesso attraverso vicende dove la storia antica s'intreccia con la vita dell'uomo sui mari e sulle coste.

Le Aree Marine Protette devono coniugare la tutele dell'ambiente con esigenze socio-economiche delle realtà locali.

L'istituzione di una AMP è legata a doppio filo con la creazione di nuove attività economiche e nuovi servizi rivolti al turismo.

Tra questi :


- la pesca artigianale, condotta con mezzi tradizionali e la pesca sportiva, possono coesistere con la realtà delle Aree Marine Protette, benché con un chiaro divieto della pesca subacquea e della pesca con reti a strascico, che avrebbero un deleterio impatto sull'ecosistema dei fondali marini. 

La tutela integrale di alcune aree, sia pur di ristrette dimensioni, ha comportato in svariate occasioni un benefico effetto di trascinamento per la crescita degli esemplari anche nelle aree adiacenti, aumentando, a volte in modo sensibile, la quantità e la dimensione delle varie specie ittiche. 

Si tratta evidentemente di un intelligente investimento per il futuro, anche dal punto di vista economico,dell'ambiente e della bio-diversità.

- la pesca turismo, cioè la partecipazione dei turisti a battute di pesca con attrezzi professionali, attività di grande interesse e, spesso, soddisfazione, a cui segue la possibilità di consumare il frutto della pesca direttamente sull'imbarcazione o a terra, eventualmente nell'ambito di esercizi convenzionati.

- l'ittio-turismo, che è l'evidente trasposizione marina dell'agri-turismo, è un'ulteriore possibilità che prevede, oltre alla partecipazione alle attività di pesca, l'alloggio presso le case dei pescatori, o nell'ambito di strutture ad hoc.

- le immersioni subacquee guidate, agevolate spesso dalla presenza di centri diving all'interno dell' AMP o nelle immediate vicinanze, che, con l'ausilio di guide esperte, possono adeguatamente pianificare immersioni subacquee impegnative aiutando a scoprire, nel rispetto delle regole di tutela, bellezze inusitate che rischierebbero, altrimenti, di non essere adeguatamente conosciute o che, al contrario, potrebbero essere danneggiate.

- lo snorkeling ed il sea-watching riguardano la visita attraverso il nuoto di superficie, le escursioni in prossimità delle coste, o piccole immersioni sotto il pelo dell'acqua. 

Sono accessibili a tutti senza il bisogno di particolari preparazioni o esperienze, salvo le consuete norme di comportamento per la sicurezza propria ed altrui, e per la tutela dell'ambiente. 

Quindi ormeggiare l'imbarcazione solo dove è consentito, non acceder ad aree proibite, non raccogliere o danneggiare la flora e la fauna marina.

- il whale-watching riguarda invece le escursioni per osservare il passaggio dei cetacei, prevalentemente delfini, tursiopi, zifi e stenelle, ma in alcuni casi anche balenottere e capodogli, che sono presenti in diverse aree del Tirreno e del Canale di Sicilia.


Una intelligente politica di zonazione consente di definire aree di ormeggio e di transito, al fine di ridurre o eliminare l'impatto ambientale sulle zone maggiormente sensibili.

Le Aree Marine Protette sono ben radicate nel territorio e nelle realtà sociali ed economiche. 

Fungono da centri di promozione per le attività d'artigianato, di eno-gastronomia, valorizzando storia, cultura e tradizioni locali, con un positivo effetto di trascinamento anche per gli altri operatori.

Tutto questo non è tuttavia scontato. 

In alcuni casi vi sono categorie che si sentono in qualche modo penalizzate dalle limitazioni imposte dall'istituzione dell'AMP, siano essi pescatori o barcaioli, piuttosto che ristoratori, albergatori o gestori di stabilimenti balneari.

La promozione e la cultura della comunicazione appaiono fattori chiave in questa politica. 

Farsi conoscere è fondamentale per poter attirare quel flusso turistico che, se intelligentemente guidato ed incentivato, rappresenta un'importante occasione di crescita.

In questi ultimi anni l'interesse del pubblico per le Aree Marine Protette è andato rapidamente crescendo, incentivato da una serie di mostre, pubblicazioni editoriali, e trasmissioni televisive.

Nel pubblico si è fatta finalmente strada l'idea che l'istituzione di un'Area Marina Protetta coincida con una sorta di bollino di qualità, riconoscendo, anche formalmente,a queste aree un valore aggiunto in termin

 

Questa pagina è stata realizzata nel 2007 con l'ausilio della pubblicazione " Parchi Marini " di Massimo Annati, Supplemento alla Rivista Marittima Agosto 2005.

HOME