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Premessa Stromboli non è soltanto una delle bellissime isole vulcaniche del Mediterraneo, è anche l'unica dove l'attività vulcanica si svolge incessantemente sotto i nostri occhi e dove nel contempo le vestigia di un passato tumultuoso si offrono senza veli al visitatore. Dai tempi più remoti della sua emersione dalle acque del Tirreno fino al momento attuale, l'isola ci mostra con grande dovizia e suggestione la sua storia di violente esplosioni e di tranquille ma inarrestabili colate laviche, di rovinosi crolli e di vigorose e rapide ricostruzioni, in un avvicendamento di eventi che è un libro aperto di vulcanologia. Foto aerea di Stromboli
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I Vulcani |
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I vulcani, minacciose e imponenti creature geologiche affondano le loro radici nella profondità della Terra e raggiungono con le loro esplosioni la sommità delle nubi. La loro energia è immensa e il senso di mistero che essi sprigionano ha suscitato nell'uomo, sin dai tempi più antichi, curiosità e timori. I vulcani permettono al magma, formatosi a decine di chilometri di profondità nelle viscere della Terra, di risalire fino alla superficie ed eruttare sia sul fondo degli oceani sia sui continenti. I materiali magmatici tendono ad accumularsi attorno ad un cratere o ad una fessura eruttiva formando rilievi la cui forma dipende dalla qualità e quantità dei prodotti emessi e dalla modalità con cui avvengono le eruzioni. Tra gli edifici vulcanici più diffusi vi sono gli stratovulcani, a cui appartiene anche Stromboli, rilievi di forma conica dovuti alla ripetuta sovrapposizione di colate laviche e strati di prodotti esplosivi chiamati genericamente tufi. La rapida crescita di questi coni conduce spesso all'instabilità e al crollo d'interi fianchi degli stessi (1), che discendono rovinosamente a valle per formare gigantesche frane (2) . Nella grande nicchia lasciata dal franamento è possibile che un nuovo cono vulcanico si ricostruisca (3). Alla costruzione di questi vulcani concorrono sia tranquille emissioni di colate laviche (4), sia fuoriuscita di nubi eruttive dovute a processi esplosivi innescati dalla liberazione dei gas contenuti abbondantemente nel magma (5). Nel corso dell'attività esplosiva i più pesanti blocchi, bombe e scorie ricadono in prossimità della bocca (6) mentre i più leggeri lapilli e le ceneri ricadono a grande distanza dal cratere (7). In caso di nubi eruttive particolarmente grandi, ad esse si possono associare colate incandescenti di gas, ceneri e frammenti rocciosi che scendono a grande velocità lungo i fianchi del vulcano ed alle quali si dà il nome di flussi piroclastici (8). |
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Le Isole Eolie |
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L'arcipelago delle Eolie, composto da sette isole vulcaniche disposte a semicerchio, si sviluppa per una lunghezza complessiva di 75 km. nella porzione meridionale del Mar Tirreno, di fronte alle coste siciliane. La forma arcuata dell'arcipelago e simile a quella di ben più grandi "archi" vulcanici come quelli del Giappone, della Sonda e delle Antille, con i quali ha in comune l'origine. Questi archi si formano infatti in seguito allo scontro della crosta di un oceano e quella di un continente, con conseguente riscaldamento delle rocce che in profondità fondono parzialmente generando i magmi vulcanici. Frequentemente, alle spalle della zona interessata dalla compressione generata dallo scontro crostale, si apre una zona in distensione che sprofonda creando un bacino marino denominato "marginale". L'arco eoliano è stato originato dalla collisione tra la crosta continentale calabro-sicula e dalla crosta ionica, di tipo oceanico. In questo caso, il bacino marginale distensivo associato all'arco vulcanico è rappresentato dal mar Tirreno. I vulcani dell'arco eoliano nacquero da profonde fratture del fondo marino e solo dopo un lungo periodo di crescita sottomarina alcuni di essi riuscirono ad emergere. Da questo momento fino ad oggi riconosciamo nella loro crescita quattro principali periodi di attività eruttiva : - Un primo periodo (intorno ad un milione di anni fa) in cui iniziò l'attività di Filicudi; - Un secondo periodo (tra 430.000 e 200.000 anni fa) in cui proseguì la crescita di Filicudi, si formò Panarea,iniziò la crescita di Salina e Lipari e nacque Strombolicchio; - Un terzo periodo (tra 160.000 e 110.000 anni fa) in cui l'attività eruttiva fu particolarmente intensa e continuò l'edificazione di Salina, Lipari e Filicudi mentre si formarono Alicudi e Vulcano; - Un quarto periodo (da 110.000 anni fa ad oggi) in cui si concluse l'edificazione di Alicudi, continuò quella di Vulcano e crebbe Stromboli.
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Evoluzione di Stromboli |
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Il vulcano Stromboli, con i suoi fianchi simmetrici e con la sua accentuata forma conica, eleva le sue cime gemelle a 927 metri sopra il livello del mare. Quella che noi vediamo è peraltro solo la parte emersa di un imponente vulcano di 3.000 metri di altezza il cui volume complessivo è venticinque volte più grande di quello della parte emersa. Ma come si è formata l'isola di Stromboli ? Malgrado la sua forma apparentemente semplice l'isola nasconde la sovrapposizione di più vulcani che possono essere tuttora riconosciuti osservando i resti delle loro forme e dei loro svariatissimi prodotti, sia lavici che esplosivi. - 200.000 anni fa vi era un antichissimo vulcano emergente a Nord-Est dell'isola attuale; la sua sommità fu quasi completamente erosa e ne resta il suo "camino" centrale rappresentato dal faraglione di Strombolicchio. - 100.000 anni fa, in corrispondenza dell'attuale Stromboli, cominciò ad emergere un nuovo vulcano che gli studiosi chiamano Paleostromboli I°, che raggiunse un'altezza di circa 400 metri; gran parte di questo vulcano sprofondò in seguito, con grandi esplosioni, lasciando al suo posto una "caldera" di forma ellittica (1). Questa grande depressione venne presto riempita dalla crescita di un nuovo vulcano che raggiunse l'altezza di circa 700 metri ed a cui si da il nome di Paleostromboli II° (2). La vita di questo vulcano si concluse circa 35.000 anni fa con lo sprofondamento di una nuova caldera di forma pressochè circolare (3). - Circa 34.000 anni fa un nuovo vulcano, detto Vancori, nacque all'interno della caldera precedentemente formatasi, raggiungendo un'altezza di circa 850 metri. Successivamente il vulcano Vancori subì un gigantesco franamento dell'intera parte sommitale e del fianco occidentale. A testimoniare questo collasso rimane un grande anfiteatro che tuttora circonda quasi tutta l'attuale sommità di Stromboli ivi compreso il cratere attivo (4). - All'interno della depressione semicircolare lasciata dal collasso del vulcano Vancori nacque, circa 13.000 anni fa, un vulcano detto Neostromboli che mano a mano riempì parte della depressione con grandi correnti di lava che ricoprirono tutto il fianco nord-occidentale dell'isola arrivando fino al mare. Durante l'attività del Neostromboli si aprirono diverse bocche eccentriche, cioè lontane dal cratere centrale, tra cui ricordiamo quelle del Timpone del Fuoco presso Ginostra, del Semaforo Labronzo nonchè quelle situate a monte del Semaforo San Vincenzo e le cui colate dilagarono fino al mare ricoprendo gran parte del territorio attualmente occupato dall'abitato di Stromboli (5). - Anche il vulcano Neostromboli venne squarciato da una grande frana che ricalcò più o meno quella precedente del vulcano Vancori. Nell'anfiteatro della frana del Neostromboli, circa 5.000 anni fa si formò il cono sommitale attuale di Stromboli, che vide la luce con una violenta e prolungata attività esplosiva i cui resti sono tuttora visibili nel Pizzo Sopra la Fossa. Dopo di che anche questo nuovo vulcano franò formando la Sciara del Fuoco, una sorta di ampio canalone che si prolunga ben al disotto del livello del mare, fino ad una profondità di circa 2.000 metri (5). - Con lo sprofondamento della Sciara prese avvio quell'attività continua, moderatamente esplosiva e con saltuarie emissioni laviche, chiamata appunto "attività stromboliana" denominazione applicata in tutto il mondo a manifestazioni vulcaniche simili ad essa, sia presenti sia passate. Gran parte dei prodotti esplosivi e delle lava dell'attività attuale di Stromboli vengono canalizzate verso il mare all'interno della Sciara del Fuoco. |
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Schema Geologico di Stromboli con... |
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Siti per visita vulcanologica 1) Colate laviche circa 100.000 anni fa, Paleostromboli I°. 2) Colate laviche circa 60.000 anni fa, Paleostromboli II°. 3) Tufi, lapilli, colate del vulcano Vancori. 4) Flussi piroclastici del vulcano Vancori. 5) Tunnel lavico Grotta di Eolo. 6) Vallone rettilineo di circa 10.000 anni fa, Neostromboli. 7) Visione della Sciara del Fuoco, dall'alto. 8) Sovrapposizioni di colate, Neostromboli su Vancori. 9) Consolidamento di una nube ardente del 1930. 10) Lave del Neostromboli investite da pioggia di scorie nere nel 1930. 11) Resti del Neostronboli sulla parete della Sciara. 12) Resti del Neostromboli "isole" di colore bianco. 13) Contatto tra Vancori, Neostromboli e attuale Stromboli. 14) Cratere dell'attuale Stromboli, osservabile dal Pizzo Sopra la Fossa. 15) Composizione interna del Pizzo Sopra la Fossa. 16) Visuale della Rina Grande. 17) Orlo del collasso del Vancuri. 18) Accumulo di blocchi, bombe e scorie eiettati dal Vancuri. 19) Scorie rosse e lave da fessura del Neostromboli. 20) Colate dal Timpone del Fuoco, Neostromboli. 21) Dicco, riempimento magmatico di una frattura. 22) Fianco dell'antichissimo vulcano Paleostromboli. |
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Miti e Cenni Storici |
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Secondo la mitologia classica le Isole Eolie erano la dimora di Eolo, Dio dei venti, che egli teneva racchiusi in una grotta. La leggenda vuole che Eolo riuscisse a prevedere le variazioni del tempo osservando la nube di vapori che fuoriusciva dal vulcano attivo, probabilmente Stromboli: oggi si sa infatti che la forma della nube di Stromboli è influenzata dall'andamento della pressione atmosferica. Secondo la mitologia greca il Dio del Fuoco, chiamato Efeso, possedeva la sua fucina sotterranea nelle viscere dell'Etna, dove lavorava accanto ai ciclopi, giganti il cui unico occhio richiama la forma di un cratere. Secondo la mitologia romana invece, il Dio del Fuoco era Vulcano la cui dimora si trovava nell'omonima isola dell'arcipelago eoliano. Proprio da Vulcano nascerà, alla fine del Medioevo, il nome delle montagne di fuoco che chiamiamo vulcani. Anche Ulisse, durante il viaggio di ritorno in patria narrato da Omero nell'Odissea, ebbe modo di approdare alle Isole Eolie incontrandovi Eolo. I primi accenni storici alle Isole Eolie risalgono ad Aristotele (384-322 a.C.), che descrisse la formazione di un nuovo vulcano (probabilmente Vulcanello), attualmente unito all'isola di Vulcano), le cui ceneri ricoprirono la città di Lipari. Stromboli è nominata dagli scritti di Aristotele, Diodoro Siculo, Silio Italico,Lucilio e Plinio il Vecchio. Strabone (63 a.C.-24 d.C.), geografo greco, decantò "le acque calde ed i soffi di fuoco" di Lipari, mentre descrisse Vulcano come "l'isola di fiamma con i suoi tre aliti provenienti come da tre crateri". Nella narrazione del geografo greco infine Stromboli detta Strogile (rotonda) era "inferiore per la violenza della fiamma, ma superiore per la risonanza dei suoi boati". Molto più recentemente Carducci ha così descritto in versi la leggendaria fine di Teodorico, re degli Ostrogoti: "Ecco Lipari, la reggia di Vulcano ardue che fuma e tra bombiti lampeggia de l'ardor che la consuma: quivi giunto il caval nero contro il ciel forte springò annitrendo, e il cavaliero nel cratere inabissò." |
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Il sentiero naturalistico S.Vincenzo-Sciara del Fuoco |
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Per iniziativa della Regione Siciliana, Azienda Regionale Foreste Demaniali è stato realizzato nel 2004 all'interno della Riserva Naturale Orientata Isola di Stromboli, il Sentiero Naturalistico Paesistico S. Vincenzo - Sciara del Fuoco. Ha una lunghezza di 2500 m, un tempo di percorrenza medio di 1 ora e mezzo, l'altezza massima che si raggiunge è di 290 m, la pendenza massima del 35%, la difficoltà da facile a media. Il sentiero, progettato per comode passeggiate da svolgersi senza l'accompagnamento delle guide, collega S. Vincenzo a Punta La Bronzo attraversando zone vergini della montagna. Per rendere più gradevole la percorrenza e godere in modo confortevole gli scorci panoramici e le zone ombreggiate, il sentiero è attrezzato con panchine e tavoli di legno per la sosta. |
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Glossario |
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Attività Stromboliana Particolare tipo di attività vulcanica generalmente di moderata energia caratterizzata dal frequente lancio di brandelli di lava che fuoriescono dal cratere fino ad altezze di qualche centinaio di metri. Caldera Depressione a contorno spesso circolare dovuta al collasso di un'area vulcanica causata dalla rimozione del magma sottostante in seguito ad eruzioni o a movimenti del magma stesso. Ceneri Frammenti rocciosi molto fini, di dimensioni inferiori a 2 mm, espulsi nel corso di attività vulcaniche esplosive. Collasso Laterale Cedimento gravitativo dell'intero fianco di un vulcano ivi compresa l'area sommitale, che produce una grande depressione di forma semicircolare. Flusso Piroclastico Flusso di una mistura di gas che recano in sospensione frammenti di roccia e brandelli lavici non ancora consolidati, che si muove ad alta velocità lungo il fianco di un vulcano e che può percorrere grandi distanze. Lapilli Frammenti rocciosi comprese tra 2 mm e 6 cm, espulsi nel corso di attività vulcaniche esplosive. Ai frammenti esplosivi di dimensioni maggiori si da comunemente il nome di blocchi. Lava Il magma che raggiunge la superficie terreste viene eruttato come lava; prima di solidificare la lava scorre generalmente sotto forma di colate. Magma Materiale originato dalla fusione parziale della porzione superiore della Terra, generalmente composto da silicio e ossigeno, con minori quantità di alluminio, potassio, sodio, magnesio, ferro e calcio e costituenti gassosi, che può risalire verso la superficie terrestre dando vita all'attività vulcanica che si manifesta sulla terraferma o sul fondo degli oceani. Scorie Porzioni di lava altamente bollosa di colore variabile dal rosso iridescente a bruno scuro fino a nero. Le scorie che vengono lanciate in aria nel corso di eruzioni esplosive possono modellarsi durante la traiettoria ed assumere in volo forme "aerodinamiche"; le più grandi tra esse vengono designate col nome di bombe vulcaniche. Tufo Termine generico che indica qualsiasi deposito di materiale vulcanico frammentario emesso nel corso di eruzioni esplosive ed in seguito consolidato. |
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IMPORTANTE Informazioni per i subacquei che vogliono recarsi sul cratereRaccomandazioni in caso di esposizione ad altitudine dopo l'immersioneLa ricerca ha dimostrato che se si viaggia ad altitudini superiori ai 330 mt. slm è raccomandabile attendere per almeno 12 ore dopo un'immersione singola in curva, o per almeno 24 ore dopo immersioni multiple, fuori curva o per più giorni di seguito.Considerando l'impegno fisico necessario alla salita sul cratere, si consiglia di attenersi scrupolosamente alle raccomandazioni di cui sopra. |
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I testi e le immagini di questa pagina sono in parte tratti dalla pubblicazione Stromboli suggerimenti per una visita vulcanologica del DPC e GNV. Coordinamento G. Pasquarè - Testi e Foto L. Benciolini e G. Pasquarè - Disegni M. Pasquarè - Progetto Grafico P. Moneta e D. Noya |