Le Raccontano Così

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Questa pagina raccoglie i racconti delle più belle immersioni di Stromboli, descritte dai subacquei che le hanno effettuate, anche tantissime volte, ma nonostante questo, continuano a farle, anno dopo anno, probabilmente hanno qualcosa di speciale... o no ?

La data riportata in testa ad ogni immersione è quella in cui è stato scritto il pezzo.

 

 

La Secca di Scirocco (- 45 metri) di Tommaso Jandelli Scorpione - ottobre 2011

Questo appuntito monolito si solleva dalle profondità fino ad avere il suo zenith a soli 20 metri dalla superficie, si trova tra l’isola e lo scoglio di Strombolicchio ma Daniele ha i suoi punti di riferimento a terra e dopo alcuni accorgimenti, quasi tracciasse nell’aria i tre punti di riferimento, riesce sempre a trovarla e a buttare l’ancora nel giusto posto.

Le pareti scendono profondamente per l’intero sviluppo dalla forma ellittica del torrione roccioso, anche se sappiamo oramai che quelle del versante orientale sono le più verticali.

Dopo alcune volte che scendi, capisci che l’importante è affidarsi alla saggezza di Daniele, ti potresti ritrovare in un banco di pesci senza accorgertene come è successo a me quest’estate; ma a volte è meglio appartenere a quella specie di squadra d’assalto che procede all’unisono seguendo il suo leader che accelera o rallenta a seconda gli incontri senza perdersi neanche una gorgonia, principalmente senza infastidire i nostri amici pesci: qui si chiamano cernie o mustelle  ma facile è incontrare un branco di barracuda o di occhiate.

Certo la visibilità e la corrente possono fare la differenza in questo tipo di immersione, ma è raro che qui il colore del mare non sia blu cobalto!

Difficilmente Daniele perde il passo e l’esplorazione della secca procede speditamente e ed è sempre affascinante.

 

 

 

Strombolicchio Profonda (- 40 metri) di Maurizio Palaia - Novembre 2011

E' una giornata di sole e mare finalmente calmo dopo tre giorni di maestrale che ci hanno impedito di fare immersioni.

Daniele come sempre ci attende al Diving con le bombole gia' pronte.

Il tempo di preparare le ceste con la nostra attrezzatura, di caricare il trattorino e siamo gia' in spiaggia.

La barca ci attende all'ormeggio.

Daniele si tuffa e con poche bracciate la raggiunge, avvia il motore e l'avvicina a riva.

Facciamo un veloce passamano per caricare bombole e ceste, saliamo a bordo e subito dirigiamo la prua verso Strombolicchio.

Durante la navigazione mi volto indietro per ammirare la vista di Stromboli dal mare: e' un'immagine che ogni volta mi lascia senza fiato per la sua bellezza!

Il tragitto e' breve, giusto il tempo di scambiarci qualche battuta, ed in pochi minuti siamo gia' ancorati sotto la parete Est di Strombolicchio.

Guardo in alto  la parete di 40 metri a picco sul mare che continua verticale anche sotto la superficie dell'acqua che e' limpidissima e di colore verde-azzurro: come i miei tre compagni d'immersione, non vedo l'ora di tuffarmi in questo paradiso!

Dopo il briefing, in cui Daniele ci spiega come verra' condotta l'immersione, assembliamo i gruppi sotto il suo attento sguardo, indossiamo muta, pinne e maschera ed entriamo in acqua.

Rispondiamo al segnale di OK di Daniele ed iniziamo a scendere.

Il successivo segnale di OK ce lo scambiamo a 10 metri, e poi, tenendo la parete alla nostra sinistra continuiamo la discesa: non troppo pero', ci manteniamo sui 25 metri: l'immersione sara' lunga perche' faremo il periplo di Strombolicchio e dobbiamo stare attenti ai consumi e a evitare di uscire fuori curva.

Terminata la parete est seguiamo Daniele che punta verso il largo, lasciando Strombolicchio dietro di noi. Adesso siamo scesi a 35 metri, e pinneggiare sospesi nel blu e' sempre emozionante.

Dopo qualche minuto ci appare la Pietra di Strombolicchio, un grosso scoglio sommerso la cui sommita' e' a 30 metri di profondita' e che si inabissa fino a 50 metri.

Alla base della Pietra Daniele sa che c'e' una tana con due grosse cernie brune.

Scendiamo ancora un poco attenti a non spaventarle: siamo ora a 40 metri ed eccole li', sono pochi metri sotto di noi fuori della loro tana: ci osservano curiose ma tranquille per poi trovare riparo sul fondo tra le rocce.

Adesso dobbiamo risalire e rientrare verso la parete ovest di Strombolicchio.

Siamo alla profondita' di 30 metri e controlliamo computer e manometro per verificare di avere sufficiente autonomia per completare il giro.

Piu' in basso vedo la parete di granito inabissarsi nel blu e le grandi gorgonie rosse...e gia' pregusto l'immersione in cui potro' vederle da vicino!

Continuiamo lentamente a risalire per evitare di accumulare minuti di deco, ora stiamo nuotando in fila indiana alla quota  di venti metri e con le torce ispezionamo la parete ricca di spugne, parazoanthus e...toh c'e' anche una murena che fa capolino dalla sua tana.

Adesso ci troviamo sul lato sud di Strombolicchio e un bel branco di dentici e tanute sta tranquillamente nuotando pochi metri davanti a noi: per non spaventarli spegniamo le torce e seguiamo Daniele che scende un poco e si adagia su un piccolo pianoro: restiamo ad ammirarle per qualche minuto, poi un altro controllo a computer e manometro ci impone di proseguire, per concludere l'immersione in completa sicurezza.

Risaliamo ancora un po', ora ci troviamo a circa 15 metri e ci avviciniamo alla parete est da cui eravamo partiti.

Ora la luce del sole illumina benissimo la parete che e' ricca di vita.

Pinneggiamo ancora un poco ed avvistiamo la chiglia della barca che ci attende tranquilla all'ancora. Risaliamo alla quota di 5 metri, un altro controllo al computer per verificare che non abbiamo soste di decompressione da fare e iniziamo i 3 minuti di sosta di sicurezza.

Non riusciamo a trattenere la soddisfazione per la bellissima immersione e a gesti ci scambiamo le nostre prime impressioni.

Poi, risaliti in barca continuiamo a raccontarci gli avvistamenti fatti e le emozioni provate.

Ormai la prua e' rivolta verso terra ed io appagato da questa spettacolare immersione non vedo l'ora di riprovare ancora le sensazioni ed emozioni uniche che immergermi in questo splendido mare riesce a darmi.

 

 

Le Terrazze (- 50 metri) di Maurizio Palaia - Novembre 2011

Sono le 9,30 e percorro il lungomare che costeggia la bella spiaggia di Ficogrande ancora deserta e lancio uno sguardo verso Strombolicchio: oggi e' martedi' e l'immersione che Daniele ha in programma e' una delle piu' emozionanti. Scenderemo fino a 50 metri di profondita' lungo la parete sud di Strombolicchio. 

In barca Daniele ci racconta che i grossi massi di basalto che caratterizzano il fondale sono pezzi di roccia di Strombolicchio che sono stati tagliati e gettati in mare quando ne fu spianata la sommita' per costruire il faro, nel 1925.

Dopo 10 minuti di navigazione, arriviamo a destinazione: oggi il maestrale e' solo una brezza leggera e ci consente di ancorare la barca proprio nel punto in cui dovremo tuffarci. Durante il briefing, Daniele ci raccomanda di controllare spesso computer e manometro: dobbiamo stare attenti al consumo d'aria, dato che l'immersione sara' piu' profonda del solito.  Inoltre Daniele ci ricorda di portare la torcia: ci sara' utile per illuminare la volta di una grotta passante che attraverseremo e per restituire il colore rosso ai grossi rami di gorgonie che in profondita' arricchiscono le pareti sommerse di Strombolicchio.

Quando siamo tutti pronti, al segnale di Daniele sgonfio il gav e l'immersione ha inizio.

La discesa in profondita' e' per me la fase dell'immersione piu' avvincente,  in cui entro in un' altra dimensione, fatta di silenzio e assenza di gravita', il passare del tempo e' scandito dal rumore cadenzato e regolare del mio respiro attraverso l'erogatore.

Seguendo Daniele arriviamo alla profondita' di 40 metri ed incontriamo i lastroni di pietra incastrati fra loro uno sopra l'altro. Sono il rifugio ideale di cernie e saraghi. Con la torcia illumino i cunicoli e gli anfratti alla loro ricerca. 

Daniele richiama la nostra attenzione e ci indica poco piu' in basso una bella cernia bruna che dopo averci scorto, si intana in tutta fretta. Ho visto dov'e',  raggiungo il suo nascondiglio, accendo la torcia e la illumino: e' un bellissimo esemplare e mi scruta dal fondo del suo rifugio. Nel frattempo, Daniele e gli altri compagni d'immersione stanno proseguendo, li raggiungo velocemente, stanno attraversando il grottino che si trova proprio a 50 metri di profondita'. Li seguo entrando per ultimo e con la torcia illumino la piccola volta tappezzata di margherite di mare e spugne multicolori.

Daniele ci aspetta all'uscita e ci chiede di controllare i nostri strumenti. Il mio manometro indica 140 bar e il computer mi segnala 2 minuti di deco. Risaliamo lentamente avvicinandoci alla parete. Ora siamo a circa 38 metri. Mentre pinneggiamo continuando la lenta risalita, ammiriamo le bellissime gorgonie rosse. C'e' una leggerissima corrente e le gorgonie hanno tutti i polipi estroflessi.

Risaliamo ancora, per non accumulare troppa deco e per ridurre il consumo d'aria. In corrispondenza di una grossa spaccatura nella parete ci fermiamo e iniziamo il percorso di ritorno, intorno a 20 metri di profondita'.

Mentre pinneggiamo, guardiamo nel blu alla notra destra: anche oggi incontriamo il grosso branco di dentici e tanute che ormai hanno stabilito dimora in questa zona e sembrano essersi abituate alla nostra presenza. Piu' in alto, verso la superficie, vediamo anche una ricciola sfrecciare veloce e scomparire nel blu. Riprendiamo a risalire, per fermarci alla quota di 15 metri. Siamo ormai arrivati in vista della catena di ormeggio della barca, e controlliamo gli strumenti: dobbiamo fare 5 minuti di decompressione ma abbiamo aria a sufficienza sia per la deco che per la sosta di sicurezza. I minuti scorrono veloci curiosando qua e la' a 5 metri sulla parete ricca di vita ed illuminata dal sole.

Quando il computer ci da' l'ok per riemergere, do un ultimo sguardo verso il fondo: e' il mio silenzioso arrivederci a questo fantastico fondale!

 

 

Punta Restuccia Profonda (- 40 metri) di Maurizio Palaia - Novembre 2011

L'immersione a Punta Restuccia e' affascinante perche' offre molti diversi tipi di fondale.

Si inizia con una semplice e comoda discesa su un fondale sabbioso di 5 metri di fronte alla spiaggia di Piscita'. E' il punto di partenza ideale per verificare attrezzature ed assetto prima di scendere in profondita'.

Iniziamo a pinneggiare su un fondale di sabbia nera e roccia seguendo Daniele. La pinneggiata e l'assetto perfetto sono importanti per non sollevare nuvole di sabbia. Pian piano la profondita' aumenta e giungiamo sull'orlo di una parete che si stende perpendicolare alla costa. Scendiamo ancora un po' virando a destra. A questo punto, a circa 25 metri di profondita', ci disponiamo a ventaglio uno a fianco all'altro appoggiandoci alle rocce. Davanti a noi volteggia a mezz'acqua un grande branco di cernie dorate, per nulla spaventate. E' uno spettacolo inusuale che solo qui a Stromboli mi e' capitato di vedere.  Restiamo ad ammirarle per tre minuti, poi Daniele ci fa cenno che e' il momento di proseguire. Attraversiamo un canalone che ha un fondale sabbioso molto ripido.

Fa uno strano effetto nuotare in orizzantale su un fondale sabbioso cosi' fortemente inclinato. Arriviamo alla parete successiva che delimita il canalone e votiamo verso sinistra. Continuiamo la nostra discesa lungo la parete ed inizia il punto piu' profondo dell'immersione. Arriviamo fin sul fondo che si trova a circa 42 metri. Proprio in questo punto, alla base della parete si trova una cernia bruna che talvolta si fa sorprendere fuori della propria tana. Oggi pero' siamo sfortunati, probabilmente ha sentito il nostro arrivo e si e' intanata. Con le torce la intravediamo  in fondo alla tana: tranquilla e sicura nel suo rifugio. Piu' avanti c'e' un'alta tana dove si nasconde una grossa musdea.

Ormai e' tempo di risalire, il computer mi segnala che sono entrato in deco da tre minuti. Doppiamo la punta alla base della parete e risaliamo sul versante opposto. La parete e' ricca di vita, spugne colorate, da un piccolo anfratto c'e' una murena che fa capolino. La risalita prosegue, vedo abbandonata sul fondo una vecchia nassa, vuota. Arriviamo alla sommita' della parete e giriamo a destra. Ora il fondale e' di circa 15 metri, c'e' molta piu' luce e l'acqua e' piu' calda. Curiosando qua e la', sul fondo noto una piccola sogliola che si nasconde sotto la sabbia. Piu' avanti, Daniele ci indica un bel nudibranco, una "vacchetta di mare".

Stiamo ormai per tornare alla barca, il tragitto percorso a bassa profondita' e' servito a diminuire la sosta di deco, si e' ridotta a solo un minuto. Ci fermiamo in un punto in cui il fondale di sabbia e scogli e' di 5 metri. Comodamente inginocchiati sulla sabbia iniziamo la sosta di decompressione al termine della quale facciamo i cinque minuti di sosta di sicurezza.  Quando il computer ci da' il via libera, riprendiamo lentamente a pinneggiare, sempre curando l'assetto per non "arare" il fondo, avvicinandoci alla barca. E' ora il tempo di risalire e di goderci il bel sole d'agosto, tornando in barca alla spiaggia di Ficogrande.

 

 

Secca di Scirocco (- 45 metri) di Maurizio Palaia - Novembre 2011

L'immersione che oggi Daniele ha in programma e' alla Secca di Scirocco. E' secondo me una delle piu' belle immersioni delle isole Eolie e, forse, del Mediterraneo.

Ci si immerge in mare aperto su una secca la cui sommita' e' a circa 20 metri di profondita', la cui base si trova a circa 55 metri e che si trova a  "scirocco ", cioe' a sud est di Strombolicchio.

L'ancoraggio dell'imbarcazione sul cappello della secca per essere sicuro richiede condizioni meteo-marine perfette. Avvicinandomi al Diving, scruto la superficie del mare: oggi siamo fortunati, il mare e' calmo e il vento e' solo una brezza leggera di Maestrale.

Appena giunti vicino al sito d'immersione, Daniele trova i riferimenti a terra, poi prima di buttare cerchiamo il cappello della secca per essere sicuri di "centrarlo" con l'ancora: eccolo li',  l'acqua e' limpidissima e lo si vede bene anche dalla superficie!

Iniziamo i consueti preparativi mentre Daniele ci fa un briefing accurato dell'immersione. Ci raccomanda di scendere seguendo la cima dell'ancora: in superficie non c'e' corrente, ma potrebbe esserci in profondita'. Si tratta di un'immersione in mare aperto e con una discesa di circa 20 metri nel blu!

Terminato l'assemblaggio dei gruppi e conclusa la vestizione, siamo in acqua e, dopo esserci scambiati il segnale di ok, iniziamo a scendere. Non c'e' corrente, ma scendo comunque tenendomi vicino alla cima di ormeggio. Arrivati sul cappello, Daniele controlla la posizione dell'ancora e ci chiede di rispondere al suo "ok". Siamo tutti pronti per iniziare la discesa verso la base della secca.  Lungo la discesa noto alcune murene in tana e bellissimi rami di gorgonie rosse. Siamo ora a circa 40 metri di profondita' e seguiamo Daniele che, scendendo ancora un po', si avvicina  ad un anfratto dove c'e' l'obiettivo della nostra immersione: un bel ramo di Gerardia Savaglia, il finto corallo nero: infatti, illuminato dal fascio della torcia ci appare di colore giallo!

Ora ci troviamo a 45 metri di profondita' e si sente: la temperatura e' scesa a 17 gradi, rispetto ai 28 della superficie! Mi spingo ancora qualche metro piu' giu', dove ho visto una cernia intanarsi, ma senza superare il limite di 50 metri imposto dal mio brevetto.

Continuiamo il giro intorno al grosso scoglio sommerso iniziando a risalire: il display del computer segnala che ho accumulato 5 minuti di deco. Daniele si ferma e in una spaccatura ci mostra una cernia: cosi' grossa, come avra' fatto ad infilarsi li' dentro?

Siamo ora a circa 30 metri e mentre vedo altre murene in tana e qualche musdea, nel blu sopra di me vedo un branco di belle occhiate. Eccoci adesso tornati sul cappello della secca, il giro in senso antiorario e' terminato. Ora iniziamo la lenta risalita lungo la cima dell'ancora alla quota di decompressione. Mi fermo restando, in assetto neutro alla quota di 4,5 metri e controllo computer e manometro: mi restano 4 minuti di deco e 90 bar nella bombola: nessun problema!  Guardo i miei compagni di immersione: attraverso la maschera sia Tommaso che Luigi hanno gli occhi entusiasti e soddifatti. Sono immersioni come questa, impegnative ma condotte in completa sicurezza, che aumentano la passione per la subacquea!

Pagina realizzata nel 2012

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