Informazioni per le Stazioni di Ricarica

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INFORMAZIONI PER LE STAZIONI DI RICARICA PER BOMBOLE ARIA RESPIRABILE AD USO SUBACQUEO – A.R.A. – S.C.U.B.A.


1. Quali sono i pre-requisiti per operare una stazione di ricarica ?
· Si deve tenere un registro con luogo, data e nome degli addetti alla ricarica. Riparazioni,
manutenzioni e programmi di formazione devono essere documentati.
· Ispezione semestrale delle fruste per la ricarica fatta da un esperto qualificato.
· Formazione annuale degli operatori in materia di:
o Esercizio e manutenzione
o Rischi potenziali
o Dotazione di sicurezza
o Risoluzione dei problemi
· Controllo periodico delle dotazioni di sicurezza


2. A chi è consentito ricaricare?
Persone con età superiore ai 18 anni:
· qualificate
· in grado di operare l'unità e informate sulle norme di sicurezza per i compressori
· considerate affidabili e responsabili
Per gli altri è richiesta la supervisione da parte di personale esperto.


3. Che recipienti possono essere ricaricati?
Bombole progettate per immersioni subacquee, apparati respiratori o stoccaggio.
· Le bombole devono avere un marchio di sicurezza stampato in rilievo. Gli intervalli di
collaudo sono:
o Il Decreto del Ministero dei Trasporti e della Navigazione del 16/1/2001 prevede che
le bombole per aria compressa siano sottoposte a revisione ogni 10 anni, ad
eccezione di quelle per uso subacqueo che vanno verificate inizialmente dopo 4 anni
e successivamente ogni due.
· Bombole con pressione residua di 10 bar. Altrimenti devono essere aperte e controllate per
eventuali depositi di umidità.
· Bombole in buone condizioni, prive di corrosione, ammaccature e imperfezioni con valvole
certificate.
· Vedasi anche “istruzioni operative per bombole per aria UN1002 - PED97/23/CE nel sito:
www.coltrisub.it


4. Dove possono essere ricaricate le bombole?
· Dove non si reca disturbo acustico a terzi
· Su un suolo livellato, solido e privo di polvere
· Dove le vie d'uscita non sono ostruite
· In ambienti asciutti, freschi e ben ventilati
· In una stanza con aria pulita


5. Con cosa si possono ricaricare le bombole?
· Aria respirabile secondo le norme DIN EN 12021 o EN 132 con limiti A:
- Monossido di carbonio (CO) max. 15 ml/m³
- Anidride carbonica (CO ² ) max. 500 ml/m³
- Vapore acqueo e condensa max. 25 mg/m³
· L'aria deve essere insapore e inodore.
· Pressione massima a seconda delle bombole da 200 o 300 bar a 15 °C .
· La valvola di sicurezza deve essere tarata su 225 o 330 bar per tenere conto dell'aumento di
pressione con temperature più alte.


6. Che norme di sicurezza bisogna osservare?
· Per intervenire su un sistema di compressione bisogna essere qualificati. Riparando un
compressore si diventa di fatto produttori secondo le norme sulla responsabilità del prodotto.
· Il lavoro sull'unità deve iniziare solo a unità spenta, scollegata e depressurizzata.
· Le linee di pressione non devono essere saldate. Non serrate i raccordi mentre l'unità è in
pressione.
· Rispettate la coppia massima di serraggio per i diversi tipi di raccordo.
· Controllate regolarmente l'unità per eventuali fughe. Le fruste dell'alta pressione devono
essere controllate frequentemente.
· Non pressurizzate mai le fruste senza aver prima collegato la bombola. Altrimenti i
potenziali movimenti incontrollati della frusta potrebbero causare gravi infortuni.
· Per la pulizia dell'unità non utilizzate agenti che producono fumi nocivi (come la benzina).
· E’ necessaria un’ attenta lettura del manuale di uso e manutenzione in dotazione al
compressore da noi prodotto.


Esiste una normativa che riguarda la colorazione delle bombole destinate a contenere gas, ma
tale normativa non si riferisce specificamente alle bombole ad uso subacqueo bensì alle bombole
in genere, ad uso medicale, industriale, ecc…, e alla pericolosità di tali gas. Ovviamente, anche
le bombole subacquee contengono gas, respirabili, e anche tali bombole sono dunque soggette
alla stessa normativa.


Il punto di riferimento è costituito dalla norma “UNI EN 1089-3” (versione italiana ufficiale
della norma europea EN 1089-3) che ha sostituito la vecchia tabella UNI 45045 e che si intitola
“Bombole trasportabili per gas – Identificazione della bombola - Codificazione del colore”. Tale
norma prevede che le bombole siano identificate, con riguardo ai gas contenuti, per mezzo di un
sistema basato sul colore delle ogive, secondo un determinato codice.


Il Decreto del Ministero dei Trasporti e della Navigazione del 7/1/1999 , intitolato “Codice del
colore per l’identificazione delle bombole per gas trasportabili”, al fine di uniformare le
colorazioni delle bombole alle disposizioni comunitarie, ha dunque stabilito che le bombole
nuove dovessero obbligatoriamente adottare il codice di colore stabilito dalla suddetta norma
UNI EN a far tempo dal 10/8/1999. Ha inoltre disposto, per le bombole già in circolazione con i
colori di identificazione precedentemente in uso, che i nuovi codici di colore venissero adottati
in occasione della prima revisione periodica di ciascuna bombola dopo il 10/8/1999.


Salva la necessaria coesistenza dei due diversi codici di colore dopo il 10/8/1999, il Decreto ha
stabilito che comunque, indipendentemente dalle revisioni, tutte le bombole dovessero essere
identificate con il novo codice colore a partire dalla data del
1/7/2006. In base a tale disposizione, perciò, tutte le bombole che
già non erano state ricolorate con il nuovo codice dovevano
esserlo prima del 30/6/2006.
A far tempo dunque dal 1/7/2006, le bombole con la vecchia
colorazione sono divenute illegittime.


Il nuovo codice colore non si applica comunque alle bombole di
GPL e agli estintori.
Nel caso, poi, in cui la bombola contenga due o più gas (miscele),
e sia perciò richiesto l’uso di più colori, questi devono essere
applicati in segmenti circolari sovrapposti ovvero in quadranti
alternati.


La colorazione di cui stiamo parlando, obbligatoria, si riferisce all’ogiva, mentre il corpo della
bombola può normalmente essere di qualunque colore, purchè esso non sia tale da creare
possibili confusioni di interpretazione sul gas contenuto nella bombola e sui relativi pericoli.
Infatti la norma e il Decreto in questione sono specificamente finalizzati a consentire una
immediata identificazione delle bombole ed una sicura evidenziazione dei pericoli associati alle
proprietà dei gas o delle miscele di gas che esse contengono.


I colori del codice stanno dunque ad indicare il gas (o i gas) contenuti ovvero il gruppo di
pericolo associato al contenuto della bombola (quale che sia il gas o i gas in essa contenuti).
In realtà, la colorazione dell’ogiva mira soprattutto ad identificare non tanto il gas contenuti nella
bombola bensì il rischio associato a tale gas. Per individuare con certezza il gas si deve invece
fare riferimento all’etichetta che la bombola deve portare e che indica il componente del gas o i
componenti della miscela.


Così, ad esempio, l’ogiva bianca sta ad indicare che la bombola contiene ossigeno; l’ogiva rossa
sta ad indicare che la bombola contiene un gas infiammabile.
Le miscele di aria respirabile sono individuate dall’ogiva bianca e nera della bombola (con corpo
verde) se composte da ossigeno e azoto, e dall’ogiva bianca e marrone della bombola (con corpo
color alluminio) se composte da ossigeno ed elio.
Le bombole, poi, devono essere sottoposte a verifiche periodiche, ad intervalli diversi a seconda
del gas che sono destinate a contenere.

Pagina realizzata nel 2012

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