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Modello di Sverdrup abbinato alla zonazione del fondale tra Fico Grande e lo Strombolicchio secondo il Modello di Peres-Picard

di Adriano Madonna, scrittore e giornalista

 

La vita presente sulla Terra si divide in vita vegetale e vita animale.

Le piante sono definite organismi autotrofi, gli animali organismi eterotrofi. Gli autotrofi, in pratica, autoproducono il proprio nutrimento. Scientificamente, si dice che producono sostanza organica da sostanze inorganiche semplici, mentre gli eterotrofi producono sostanza organica da altra sostanza organica (l’uomo e gli animali mangiano, quindi assimilano sostanza organica, e crescono, cioè producono altra sostanza organica).


Le piante, invece, grazie alla fotosintesi clorofilliana, i cui componenti sono diossido di carbonio, acqua ed energia luminosa proveniente dal sole, producono carboidrati, di cui si nutrono, e ossigeno.
L’equazione canonica della fotosintesi clorofilliana è la seguente.

6CO2+6H2O+ Energia luminosa---C6H12O6 + O2

Ciò significa che 6 molecole di diossido di carbonio (che comunemente e impropriamente chiamiamo anidride carbonica) + 6 molecole di acqua + energia luminosa danno 1 molecola di glucosio (C6H12O6) e 6 molecole di ossigeno.
Il rapporto di produzione di glucosio e ossigeno nella fotosintesi è, dunque, di 1 a 6.
Da quanto abbiamo detto, è chiaro che la fotosintesi è una reazione chimica che può avvenire solo in presenza di luce, che diminuisce d’intensità con l’aumentare della profondità.


Ritorniamo un attimo alla vita vegetale, che sott’acqua è presente sia con piante superiori (come la posidonia) e alghe ancorate al fondo (il fitobenthos) sia con alghe libere in acqua (il fitoplancton).
Per quanto riguarda il fitobenthos, prendiamo in considerazione la posidonia (Posidonia oceanica), una fanerogama marina che ha avuto origine da una fanerogama terrestre che si è evoluta verso la vita acquatica sostituendo l’impollinazione anemofila con l’impollinazione idrofila.


Abbiamo detto che la posidonia, essendo un organismo autotrofo, autocostruisce il proprio nutrimento (producendo carboidrati) grazie alla fotosintesi, quindi costruisce energia per la propria esistenza, ma l’entità di questa energia dipende dall’intensità della luce: infatti, poca luce scarsa fotosintesi, quindi scarso nutrimento (poca energia); viceversa, tanta luce tanto nutrimento (tanta energia).


L’impiego dell’energia prodotta da parte della pianta prende il nome di respirazione.
Diminuendo l’intensità della luce all’aumentare della profondità, esisterà una profondità tale dove l’energia prodotta con la fotosintesi verrà perfettamente bilanciata dall’energia necessaria alla pianta per vivere. Ciò significa che a quella profondità, che chiameremo profondità di compensazione (Pc), l’energia prodotta è perfettamente compensata dall’energia spesa dalla pianta per vivere, oppure, con altre parole, la fotosintesi è compensata dalla respirazione.
L’intensità di luce esistente a livello della profondità di compensazione prende il nome di intensità di compensazione (Ic).


E’ ovvio che a profondità maggiore, diminuendo l’intensità luminosa, la produzione di energia non sarà tale da consentire alla pianta di vivere, mentre a profondità minore, dove l’intensità di luce è più alta, l’entità dell’energia prodotta sarà di avanzo per la sua sopravvivenza.
Ciò comporta che a profondità maggiore di quella di compensazione non c’è posidonia, mentre a profondità minore sì. Se ne deduce che il margine inferiore della prateria di posidonia, dove si trovano gli ultimi ciuffi della pianta, coincide con la profondità di compensazione.

Passiamo, adesso, al fitoplancton, che, a differenza delle piante e delle alghe che vivono ancorate al substrato (il fitobenthos), ha possibilità di muoversi verticalmente lungo la colonna d’acqua, trasportato in su e in giù dagli idrodinamismi del mare (moto ondoso e correnti). Il fitoplancton, quindi, nel corso delle 24 ore si sposta sopra e sotto la profondità di compensazione e viene esposto a varie intensità di luce. Si può dire, dunque, che nel corso della giornata è esposto a una intensità luminosa media (Ip).


La profondità dove l’intensità media Ip coincide con l’intensità di compensazione Ic si definisce profondità critica. Al di sopra della profondità critica si ha un aumento della fioritura algale o bloom, al di sotto della profondità critica, cioè a profondità maggiore, non si ha fioritura algale, considerando che la fioritura algale o bloom è l’aumento di quantità di fitobiomassa (massa del fitoplancton) in un dato volume d’acqua.


Il grafico che riassume geometricamente tutto ciò prende il nome di Modello di Sverdrup.
Nell’immagine, è abbinato alla zonazione del fondale tra Fico Grande e lo Strombolicchio secondo il Modello di Peres-Picard.

Adriano Madonna

Pagina realizzata nel 2010

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